lunedì 12 ottobre 2009

LA PRESUNZIONE DI PRECEDENZA


Ecco un articolo che La Tribuna di Treviso, mi ha pubblicato qualche settimana fa…. Buona lettura


Prendo spunto, purtroppo, per queste balsane riflessioni, da un tragico fatto accaduto in questi giorni ovvero l'ennesima morte di un centauro appena fuori mura in viale Vittorio Veneto.

L'argomento che vorrei toccare è il diritto di precedenza, cosi come definito dal codice della strada . E' ancora corretto chiamarlo così o si tratta forse solo di un “presunto diritto di precedenza”?? Chi come me circola anche in moto sa quanto sia importante il rispetto di tale precetto, ma sa anche come oggi si tratti solo di pura astrazione. Macchine sempre più potenti e piene di cavalli si immettono a pochi metri dal tuo mezzo, nella convinzione di potercela comunque fare...

Io stesso qualche anno fa ne ho fatto le spese incocciando una splendida Porsche condotta da un idiota convinto che i cavalli in esubero gli permettessero di immettersi come un razzo, tra l'altro, in direzione vietata. Fortunatamente dopo l’urto non ho invaso la corsia opposta e tutto e' finito bene, ma non sempre va così.

La precedenza appartiene ormai a chi se la prende, e tanto più il mezzo è potente e/o mastodontico, tanto più tale diritto viene usurpato. Ancor più triste è constatare che tale vezzo si estende anche in ambiti che mettono a repentaglio l'incolumità dei cosiddetti utenti deboli : i pedoni ed i ciclisti, i bambini e gli anziani. Strisce pedonali (e piste ciclabili), anche semaforiche, vengono ripetutamente violate da piloti distratti, incoscienti, in perenne ritardo e che, all'avvicinarsi dei pedoni alle strisce o allo scattare del giallo, accelerano poderosamente perché, consentire loro il transito, equivale a perdere secondi preziosi. Il malcostume e' trasversale e gli automobilisti coinvolti non sono i soliti “giovinastri scapestrati”, ma persone di tutte le età e senza distinguo alcuno tra uomini e donne.

Credo che per ridare la giusta dimensione al problema si debba agire su due livelli : il primo educativo rivolto i giovani-giovanissimi ancora recettivi, il secondo fortemente repressivo, coercitivo e sanzionatorio, per gli adulti. Ha decisamente ragione chi, come il procuratore Foiadelli, configura determinati reati stradali non come puramente colposi, ma permeati indubbiamente di volontarietà, perché saltare una precedenza o un semaforo rosso, o un limite consapevolmente, non sono comportamenti nè giustificabili nè meritevoli di tutela.

Si tratta di reati, a tutti gli effetti, penali, sempre che il diritto penale ancora esista.

lunedì 27 aprile 2009

La politica ambientale....un errore temporale


Per chi come me vive a contatto con l’agricoltura, gli ecosistemi, le foreste….l’ambiente per capirci, è piacevole oggi sentir parlare di problematiche ambientali, di sensibilità ambientale, di fonti rinnovabili... Si è piacevole cogliere in questa fase di neo-illuminismo ambientale l'acume politico e il grande senso di responsabilità dei governanti, la loro lungimiranza e le capacità di captare le esigenze di una società in evoluzione che cerca di ridare vivibilità e dignità all'ambiente in cui vive.. Bello davvero bello, peccato che ci si arrivi con 20 anni di ritardo, con proposte e ipotesi che nascono già vecchie ed inattuabili, palesemente populiste e prive di alcuna ricaduta effettiva.

I geni di casa nostra si mostrano a tutti i livelli.

Tralasciando le pacchiane ipotesi nucleari, divertono a livello locale gli interventi degli amministratori.

Genty & C ciecamente e testardamente per 15 anni hanno accentrato il traffico e gli automezzi entro le mura, succubi del potere di lobbyes economiche e favori da restituire.

Il mondo intero decentra la circolazione e i park fuori dai centri cittadini, i nuovi illuministi invece progettano parcheggi tangenti alle mura, sarebbero anche disposti ad abbatterle per 50 posti auto in più. Progettano il park in Piazza Vittoria, ma nel contempo ammettono che Miani, Dal Negro ecc...sono vuoti!! Miliardi di investimenti, continuando ad avvelenare la città di polveri sottili, di smog, di ignoranza.

Ed il loro contributo ai mezzi ecologici?? 200 euro per le bici elettriche...che tristezza.

E' retorico e fuori luogo parlare di mancanza di cultura ambientale, qui si tratta di menefreghismo e assenza di programmazione e lungimiranza, di qualsiasi briciola di buon senso; rattrista anche il passivo atteggiamento dei cittadini, incapaci di ribellarsi, giovani e meno giovani, avvolti ormai in una coperta di fredda e triste apatia.

Credo che a questo punto tutti i park cittadini, all’insegna di un neoliberismo, anch’esso illuminato, dovrebbero essere aperti gratuitamente come pure le aree a parcheggio, garantendo a tutti l’ accesso alle vie cittadine, in un’abbuffata di democratica liberta di movimento; e questo aiuterebbe anche il settore dell'auto oggi in crisi.

La salvaguardia dell'ambiente e' un problema del domani e pertanto….non ci riguarda!!

Daniele

martedì 14 aprile 2009

IL DIRITTO DI FUMARE !!

Il diritto al fumo ?? Assolutamente sacrosanto !! L'importante è esercitarlo al di fuori dei locali, ma anche al di fuori delle strutture pubbliche, intese come fabbricati e pertinenze....ovvero spazi aperti circostanti!! Una mia fissazione?? Forse, ma credo sia una battaglia di coerenza attraverso la quale educhiamo i giovani a rispettare le regole, ma soprattutto la scuola diventa ambiente educativo non solo di facciata ed immagine, ma di contenuti. Per questo da anni mi batto perchè al Cerletti NON SI FUMI, ma ho trovato l'ostruzionismo di molti...di troppi che mi hanno tacciato di esagerazione, di estremismo...perchè come sempre le regole ci sono...ma devono rispettarle gli altri.

Ora una Sentenza della Cassazione (la n. 7875/09) sembra intraprendere questa strada...ed io intendo seguirla fino in fondo... Frattanto ho voluto segnalare i miei pensieri...malati...al Dirigente Scolastico della scuola in cui lavoro...l'Ist. Enologico di Conegliano...... Speriamo bene....
Daniele



sabato 28 marzo 2009

I NOSTRI FIGLI

Parlare di figli non è facile, spesso si cade nella retorica e nei luoghi comuni. Parlare dei ragazzi, dei giovani, di come crescono, come sono cambiati, come forse vorremmo cambiarli, è ancor più difficile. Però dobbiamo pensare a loro, a quello che lasciamo perchè noi tutti, pur vivendo nell'effimera illusione di vivere in eterno, abbandoniamo questo mondo quando la campana suona, a volte secondo natura, a volte, più tragicamente, secondo una roulette russa fatta di incidenti, di malattie, di sventura. Lasciamo regole, ambienti, costumi, ma troppo spesso cerchiamo di forgiare le nuove generazioni a nostra immagine e somiglianza, credendoci sempre i migliori, di buon esempio... Ma è davvero così ?? Forse leggendo le righe che seguono di Khalil Gibran, potremmo riflettere ed amare i figli, i giovani...con un affetto diverso. Buona lettura.

I Figli di Khalil Gibran

E una donna
che teneva un bambino
al seno disse:
"parlaci dei figli".
ed egli disse:
i vostri figli non sono vostri figli.
sono figli e figlie del desiderio ardente
che la vita ha per se stessa.
essi vengono per mezzo di voi,
ma non da voi.
e benché siano con voi,
non vi appartengono.

potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
potete dar alloggio ai loro corpi,
ma non alle loro anime,
poiché le anime
dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare
nemmeno nei vostri sogni.

potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi.
la vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.

voi siete gli archi
dai quali i vostri figli
come frecce viventi son lanciati.
l’arciere vede il bersaglio
sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.
lasciatevi piegare con gioia
dalla mano dell’arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo