venerdì 12 dicembre 2008

AL CAPEZZALE DELLA SCUOLA

La scuola è giunta a fine corsa, alla conclusione di un percorso iniziato anni or sono ed oggi, con l'approvazione del Decreto Gelmini, definitivamente concluso.

Senza entrare nel merito della riforma, è chiaro l'intento di dare un'ultima e definitiva sforbiciata, laddove è più facile, laddove l'opinione pubblica, incapace di filtrare culturalmente notizie ed informazioni, beve le purghe propinate dal cavaliere di turno, e fa proprie frasi ed opinioni senza capirne minimamente significato e portanza.

E' umiliante, rattristante, svilente per chi lavora a contatto con i bambini, i giovani, gli universitari, scoprire che dei galoppini da Ponyexpress privi delle minime competenze e conosceneze del settore scolastico, legiferano senza attenzione alcuna alle vere problematiche della scuola, in una pura ed astratta ottica di taglio alle spese.

E ancor più triste osservare che le proteste ed il dissenso quasi oceanici (non si vedeva "un'insurrezione" trasversale di queste dimensioni da decenni), vengono liquidati con disprezzo, con arroganza, attraverso la sistematica delegittimazione e demonizzazione di chi non si assoggetta al regime.

La scuola è cultura, sapere, democrazia, rispetto delle altrui opinioni, e le regole democratiche dovrebbero formare i giovani, guidarli in un percorso di crescita culturale e morale; ma viene da chiedersi....con quali modelli dinnanzi agli occhi??

Sta a Noi tutti, cittadini, genitori, insegnanti, rigettare questo modo di fare politica, rispedendola al mittente, ridando voce ai sentimenti di rispetto della dignità e delle regole, regole che proprio chi oggi governa il nostro paese, tenta di assoggettare al proprio personale e illegittimo volere.

Credere nel cambiamento è credere in noi stessi, credere nelle persone semplici, credere alla dignità dell'uomo , ma soprattutto amare e lottare per i principi in cui crediamo, perchè ai principi non si deroga.

Ed oggi purtroppo c'è chi questi principi li calpesta senza rispetto alcuno.

Nel giorno del requiem per la scuola, non abbandoniamo i sogni che hanno sempre accompagnato il nostro vivere, viviamo credendo in qualcosa che renda luminosa la nostra giornata, ridando speranza ai giovani, agli anziani, ai deboli, alle persone umili e laboriose, che di televisione forse non ne hanno nemmeno una, ma sanno parlare e ascoltare, con la mente e con il cuore.

D

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